INVITATORIO

L'Invitatorio si recita all'inizio della Liturgia delle Ore, si premette quindi o all'Ufficio delle letture o alle Lodi mattutine, secondo che si inizi con l'una o con l'altra azione liturgica.

V. Signore, apri le mie labbra
R. e la mia bocca proclami la tua lode.

Segue, in forma responsoriale, il salmo 94 con la sua antifona, che viene proclamata, subito ripetuta e poi ripresa dopo ogni strofa.
Nella recita individuale non è necessario ripetere ogni volta l'antifona, basta dirla all'inizio del salmo o cantico.
L'antifona per l'Ufficio domenicale e feriale del Tempo ordinario è indicata nel salterio.
Nel Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima, di Pasqua, nelle solennità e nelle feste, l'antifona si trova nel Proprio o nel Comune, mentre nelle memorie, quando non ne venga proposta una propria, si prende dal Comune o dalla feria.

 

Salmo 94
Invito a lodare Dio

Esortatevi a vicenda ogni giorno, finche dura "quest'oggi" (Eb 3,13)

 

Si proclama e si ripete l'antifona.

 

Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia.
(Ant.)

Poiché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra.
(Ant.)

Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce.
(Ant.)

Ascoltate oggi la sua voce:
"Non indurite il cuore,*
come a Merìba, come nel giorno di Massa
nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova,
pur avendo visto le mie opere.
(Ant.)

Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione
e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio segno: *
Non entreranno nel luogo del mio riposo".
(Ant.)

Gloria al Padre e al figlio, *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre*
nei secoli dei secoli. Amen:
(Ant.)

Il salmo 94 può essere sostituito con il salmo 99o 66 o 23;. se questo ricorresse anche nell' ufficio del giorno, si reciterà al suo posto il salmo 94; omesso all' invitatorio.

 

Salmo 99
La gioia di coloro che entrano nel tempio

Il Signore fa cantare ai redenti il canto della vittoria (sant' Atanasio)

Si proclama e si ripete l'antifona.

Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
Servite il Signore nella gioia, *
presentatevi a lui con esultanza.
(Ant.)

Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *
suo popolo e gregge del suo pascolo.
(Ant.)

Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode, *
lodatelo, benedite il suo nome;
(Ant.)

poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia, *
la sua fedeltà per ogni generazione
.(Ant.)

Gloria al Padre. Come era nel principio. (Ant.)

 

Salmo 66
Tutti i popoli glorifichino il Signore
Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28, 28)

Si proclama e si ripete l'antifona.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,*
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via, *
fra tutte le genti la tua salvezza.
(Ant.)

Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.
(Ant.)

Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.
(Ant.)

Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti:
(Ant.)

La terra ha dato il suo frutto. *
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini della terra.
(Ant.)

Gloria al Padre. Come era nel principio. (Ant.)

Salmo 23
Il Signore entra nel suo tempio

Le porte del cielo si sono aperte a Cristo Signore, quando salì al cielo (sant' Ireneo)

Si proclama e si ripete l' antifona

Del Signore è la terra e quanto contiene,*
l'universo e i suoi abitanti.
È lui che) l'ha fondata sui mari, *
e sui fiumi l'ha stabilita.
(Ant.)

Chi salirà il monte del Signore, *
chi starà nel Suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna, *
chi non giura a danno del suo prossimo.
(Ant.)

Egli otterrà benedizione dal Signore, *
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca, *
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
(Ant.)

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
il Signore forte e potente, *
il Signore potente in battaglia.
(Ant.)

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche, *
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria? *
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
(Ant.)

Gloria al Padre. Come era nel principio. (Ant.)

Il salmo e l'antifona dell' Invitatorio, se si ritiene opportuno, si possono omettere quando precedano immediatamente le Lodi mattutine.


 


UFFICIO DELLE LETTURE

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia

In Quaresima si omette l'alleluia

Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.

INNO
Segue l'inno adatto dal Proprio o dal Comune.
E' tuttavia lasciata la scelta per un altro inno o canto, purché adatto e approvato dall'autorità eclesiatica.

SALMODIA
All'inno fa seguito la salmodia, formata da tre salmi o parti di salmi, che si recitano con le rispettive antifone proprie o comuni.

VERSETTO
Ai salmi fa seguito il versetto, destinato a orientare la preghiera dalla salmodia; all'ascolto della parola di Dio.
Il versetto precede immediatamente la prima lettura.

LETTURA
Le letture sono due: la prima è la lettura biblica che è seguita dal suo responsorio. La seconda è tratta dalle opere dei Padri o degli Scrittori ecclesiastici e si trova subito dopo la lettura biblica.
Anche la seconda lettura è seguita dal responsorio proprio.

INNO

 

Te Deum

Nelle domeniche, eccetto le domeniche di quaresima, nei giorni fra l'ottava di Pasqua e di Natale, nelle solennità e nelle feste, dopo la seconda lettura e il suo responsorio si esegue il seguente inno:

 

Noi ti lodiamo, Dio*
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell' universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.

Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.

[Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi Signore *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno
]

 

Quest'ultima parte dell'inno si può omettere.

ORAZIONE CONCLUSIVA E CONGEDO

Dopo il Te Deum o, quando lo si debba omettere, dopo il responsorio che segue la seconda lettura, si recita l'orazione conclusiva, presa dal Proprio o dal Comune, secondo l'Ufficio che si è celebrato.

L'orazione viene introdotta dall'invito Preghiamo e
conclusa dalla formula adatta, cioè:

Se l'orazione è rivolta al Padre:
Per il nostro Signore Gesù,Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Se è rivolta al Padre, ma verso la fine dell'orazione si fa menzione del Figlio:
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Se è rivolta al Figlio:
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Si risponde:
Amen

Si conclude, almeno nella celebrazione comune, con l'acclamazione:
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Se l'Ufficio delle letture si celebra immediatamente prima di un'altra Ora, l'inno proprio di quest'ultima può fungere da inno del predetto Ufficio. AI termine dell'Ufficio delle letture si omettono l'orazione e l'acclamazione, e all'iniziò dell'Ora seguente il versetto di introduzione con il Gloria al Padre.


 


LODI MATTUTINE
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

In Quaresima si omette l'alleluia.
Questa introduzione si omette quando immediatamente prima si è eseguito l'Invitatorio.

INNO
Segue l' inno, che nelle domeniche e nelle ferie del Tempo dl Avvento, di Natale, di Quaresima ,e di Pasqua, si prende dal Proprio, mentre per le domeniche e le ferie del Tempo ordinario si prende dal salterio.
Nelle solennità e nelle feste dei santi, si prende dal Proprio o dal Comune, mentre per le memorie, se non hanno inno proprio, si prende dal Comune o dalla feria corrente.
In ogni caso è tuttavia lasciata la scelta per un altro inno o canto adatto approvato dall' autorità ecclesiastica.

SALMODIA
All'inno fa seguito la salmodia, formata da un salmo mattutino, da un cantico dell'Antico Testamento e da un salmo di lode, che si recitano ciascuno con l'antifona richiesta dall'Ufficio che si celebra.
Nell'Ufficio delle domeniche e delle ferie, i salmi e il cantico si prendono dal salterio, mentre le antifone si prendono dal Proprio o dal salterio.
Nelle solennità e nelle feste, nei giorni fra l'Ottava di Natale e di Pasqua, i salmi e il cantico si prendono dalla prima domenica del salterio, le antifone, invece, dal Proprio o dal Comune.
Nelle memorie, salmi, cantico e antifone si prendono sempre dal salterio, tranne quando la memoria abbia salmi e antifone proprie.
Ogni salmo o sua parte e ogni cantico,in ,queste e nelle altre ore, si conclude con il
"Gloria al Padre. Come era nel,principio", A meno che non sia indicato diversamente.
Se un salmo, nella medesima ora, è diviso in più parti e si recita senza dividerlo, il
"Gloria al Padre" si dice solo al termine.
Alla salmodia fa seguito la lettura, breve o lunga.

LETTURA BREVE
Nell'Ufficio delle domeniche e delle ferie, la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio. Nelle solennità e nelle feste si prende dal proprio o dal Comune.
Nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura ,propria, si può scegliere tra la lettura del Comune e quella della feria.

LETTURA LUNGA
In sostituzione della lettura breve, soprattutto nella celebrazione con il popolo, si può fare una lettura più lunga, scelta secondo "Principi e Norme", n. 46 e può essere seguita da una breve omelia che illustri il testo della lettura.

RISPOSTA ALLA PAROLA DI DIO
La lettura o l'omelia possono essere seguite da una pausa di silenzio che, se si vuole, può essere rimandata dopo il responsorio breve.
Segue il canto responsoriale o responsorio breve che si trova subito dopo la lettura breve e che può essere sostituito da altri canti del medesimo carattere approvati a tal fie dalla Conferenza Episcopale.
Segue il cantico evangelico con l'antifona, la quale, nell'Ufficio domenicale e feriale, si prende dal proprio o dal salterio. Nelle celebrazioni dei santi, quando non ve ne sia una propria, l'antifona si prende dal Comune; nelle memorie si può prendere quella della feria.

CANTICO DI ZACCARIA Lc 1, 68-79
Il Messia e il suo Precursore.

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha vissuto e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge;

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

Di regola si ripete l'antifona.

INVOCAZIONI PER CONSACRARE A DIO LA GIORNATA E IL LAVORO
Dopo il cantico evangelico, si recitano le invocazioni che, per l'Ufficio domenicalee feriale, si trovano nel Proprio o nel salterio; per le solennità e le feste, nel Proprio o nel Comune; nelle memorie dei santi, se non vi siano invocazioni proprie, si prendono dal Comune o dalla Feria.
All'ultima invocazione fa seguito il
Padre nostro che si recita da tutti e che, nella celebrazione comune, può essere preceduto da una breve introduzione.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione; ma liberaci dal male.

ORAZIONE CONCLUSIVA E CONGEDO
Subito dopo il Padre nostro, senza premettere l'invito "Preghiamo", si recita l'orazione conclusiva che, per l'Ufficio feriale del Tempo ordinario, si trova nel salterio, per gli altri Uffici nel Proprio, e termina come indicato per il Te Deum.
Quando presieda un sacerdote o un diacono, segue il saluto e la benedizione con la formula indicata sotto, oppure con un 'altra formula di benedizione come nella Messa.

Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
Vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio
e Spirito Santo
R. Amen.

Se si congeda l'assemblea, si aggiunge l'invito:
Andate in pace.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Nella celebrazione individuale o quando non presieda un sacerdote o un diacono si conclude con la formula:
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vità eterna.
R. Amen.

 

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

In Quaresima si omette l'alleluia.

Segue l' inno adatto

Terza

INNO
O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.

Voce e mente si accordino
nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un'anima sola.

O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino e unico,
fonte d' eterno Amore. Amen.

Oppure:

L'ora terza risuona,
nel servizio di lode:
con cuore puro e ardente
preghiamo il Dio glorioso.

Venga su di noi, Signore,
il dono dello Spirito,
che in quest'ora discese
sulla Chiesa nascente.

Si rinnovi il prodigio
di quella Pentecoste,
che rivelò alle genti
la luce del tuo regno.

Sia lode al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Ant. Nel Tempo di Avvento.
I profeti l'avevano annunziato:
il Salvatore nascerà dalla Vergine Maria.

Ant. Nel Tempo di Quaresima:
Ecco i giorni della penitenza,
tempo di perdono e di salvezza.

Ant. Nel Tempo di Pasqua:
Alleluia, alleluia, alleluia.

Ant. Nel Tempo ordinario come nel salterio.

Ant. Negli altri tempi e nelle solennità come nel Proprio.

Sesta

INNO
Glorioso e potente Signore,
che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il meriggio,

tu placa le tristi contese,
estingui la fiamma dell'ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.

Sia gloria al Padre e al Figlio,
sia onore allo Spirito Santo,
all'unico e trino Signore!
sia lode nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

L'ora sesta c'invita
alla lode di Dio:
inneggiamo al Signore
con fervore di spirito.

In quest'ora sul Golgota,
vero agnello pasquale,
Cristo paga il riscatto
per la nostra salvezza.

Dinanzi alla sua gloria
anche il sole si oscura:
risplenda la sua grazia
nell'intimo dei cuori.

Sia lode al Padre e al Figlio,
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico,
nei secoli sia gloria. Amen.

Ant. Nel Tempo di Avvento:
I profeti l'avevano annunziato:
il Salvatore nascerà dalla Vergine Maria

Ant. Nel Tempo di Quaresima:
Ecco i giorni della penitenza,
tempo di perdono e di salvezza.

Ant. Nel Tempo di Pasqua:
Alleluia, alleluia; alleluia.

Ant. Nel Tempo ordinario come nel salterio.

Ant. Negli altri tempi e nelle solennità come
nel Proprio.

Nona

INNO
Signore, forza degli esseri,
Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.

Irradia di luce la sera,
fa' sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito,
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

Oppure:

L' Ora nona ci chiama al servizio divino:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.

San Pietro che in quest'ora
salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla Via della fede.

Uniamoci agli apostoli
nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.

Ascolta, Padre altissimo,
tu che regni in eterno
nei secoli dei secoli. Amen.

Ant.Nel Tempo di Avvento:
I profeti l'avevano annunziato,
il Salvatore nascerà dalla Vergine Maria.

Ant. Nel Tempo di Quaresima:
Ecco i giorni della penitenza,
tempo di perdono e di salvezza.

Ant. Nel Tempo di Pasqua:
Alleluia, alleluia,alleluia.

Ant. Nel Tempo ordinario come nel salterio.

Ant. Negli altri tempi e nelle solennità come nel Proprio.

Nelle Ore di Terza, Sesta e Nona non si fa nulla delle memorie dei santi, né dal Proprio né dal Comune.

SALMODIA
Per Terza, Sesta e Nona si ha una duplice salmodia, l'ordinaria e la complementare. Quella ordinaria va usata da chi celebra un Ora sola. Si trova nel salterio e consta di tre salmi.
Chi invece celebra più Ore, in una di esse usa la salmodia ordinaria e nelle altre quella complementare, formata dai salmi detti graduali, e uguali tutti i giorni.
Nelle solennità, si usa in tutte e tre le Ore la salmodia complementare. Quando però la solennità cade in domenica, si prendono i salmi della domenica della prima settimana.

LETTURA BREVE
Segue la lettura breve, che per l'ufficio domenicale e feriale del Tempo ordinario, si prende dal salterio mentre nel Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima, di Pasqua, nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune.
La lettura breve può essere seguita da una pausa di silenzio, quindi si recita il versetto che si trova subito dopo la lettura stessa.

ORAZIONE CONCLUSIVA E CONGEDO
Dopo il versetto, si recita l'orazione. Si introduce con l'invito "Preghiamo" e si conclude con la forma breve, cioè:

Se è rivolta al Padre:
Per Cristo nostro Signore.

Se è rivolta al Padre, alla fine si fa menzione del Figlio:
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Se é rivolta al Figlio:
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

E si risponde: Amen.

Nell'Ufficio domenicale del Tempo ordinario nel Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima, di Pasqua, nelle solennità e nelle feste si dice l' orazione dal proprio; nelle memorie si dice l'orazione della feria dal Proprio o dar salterio; nell'Ufficio feriale del Tempo ordinario si dice l'orazione indicata nel salterio.

Si conclude, almeno nella celebrazione comune, con l'acclamazione:
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.


 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

In Quaresima si omette l'alleluia.

INNO
Segue l'inno che nelle domeniche e nelle ferie del Tempo di Avvento, di Natale, di Quaresima e di Pasqua, si prende dal Proprio, mentre per le domeniche e le ferie del Tempo ordinario si prende dal salterio.
Nelle solennità e nelle feste dei santi, si prende dal Proprio o dal Comune, mentre per le memorie, se non hanno inno proprio, si prende dal Comune o dalla feria corrente. In ogni caso è tuttavia lasciata la scelta per un altro inno o canto adatto approvato dall' autorità ecclesiastica.

SALMODIA
All'inno fa seguito la salmodia, formata da due salmi o da due parti di salmi e da un cantico del Nuovo Testamento, che si recitano ciascuno con l'antifona richiesta dall'Ufficio che si celebra. Nell'Ufficio delle domeniche e delle ferie, i salmi e il cantico si prendono dal salterio, mentre le antifone si prendono dal Proprio o dal salterio.
Nelle solennità e nelle feste, nei giorni fra l'ottava di Natale e di Pasqua, i salmi, il cantico e le antifone si prendono dal Proprio o dal Comune. Nelle memorie, salmi, cantico e antifone si prendono sempre dal salterio, tranne quando la memoria abbia salmi e antifone proprie.
Alla salmodia fa seguito la lettura, breve o lunga.

Lettura breve
Nell' Ufficio delle domeniche e delle ferie la lettura breve si prende dal Proprio del Tempo o dal salterio.
Nelle solennità e nelle feste si prende dal Proprio o dal Comune.

Nelle memorie dei santi, quando non vi sia una lettura propria, si può scegliere tra la lettura del Comune e quella della feria.

LETTURA LUNGA
In sostituzione della lettura breve, soprattutto nella celebrazione con il popolo, si può fare una lettura più lunga, scelta secondo "Principi e Norme", n. 46 e può essere seguita da una breve omelia che, illustri il testo della lettura.

RISPOSTA ALLA PAROLA DI DIO
La lettura o l'omelia possono essere seguite da una pausa di silenzio, che, se si vuole, ,può essere rimandata dopo il responsorio breve. Segue quindi il canto responsoriale o responsorio breve, che si trova subito dopo la lettura breve e che può essere sostituito da altri canti del medesimo carattere approvati a tal fine dalla Conferenza Episcopale.
Segue il cantico evangelico con l'antifona, la quale, nell'Ufficio domenicale e feriale, si prende dal Proprio o dal salterio. Nelle celebrazioni dei santi, quando non ve ne sia una propria, l'antifona si prende dal Comune; nelle memorie si può prendere quella della feria.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE Lc 1,46-55
Esultanza dell'anima nel Signore.

L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

Di regola si ripete l'antifona.

INTERCESSIONI
Dopo il cantico evangelico, si recitano le intercessioni che, per l'Ufficio domenicale e feriale, si trovano nel Proprio o nel salterio; per le solennità e le feste, nel Proprio o nel Comune; nelle memorie dei santi, se non vi siano intercessioni proprie, si prendono dal Comune o dalla feria.
All'ultima intercessione fa seguito il Padre nostro che si recita da tutti e che, nella celebrazione comune, può essere preceduto da una breve introduzione.

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

ORAZIONE CONCLUSIVA E CONGEDO
Subito dopo il Padre nostro, senza premettere l' invito "Preghiamo", si recita l'orazione conclusiva che, per l'Ufficio feriale del Tempo ordinario, si trova nel salterio, per gli altri Uffici, nel proprio e termina come indicato per il Te Deum.

Quando presieda un sacerdote o un diacono, segue il saluto e la benedizione con la formula indicata sotto, oppure con altra formula di benedizione come nella Messa:

Il Signore sia con voi.
R.E con il tuo spirito.

Vi benedica Dio onnipotente,
Padre e Figlio
e Spirito Santo.
R. Amen.

Se si congeda l'assemblea, si aggiunge l'invito:
Andate in pace.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Nella celebrazione individuale o quando non presieda un sacerdote o un diacono si conclude con la formula:

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male, e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.


 

COMPIETA

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

In Quaresima si omette l'alleluia.

A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.

Nella celebrazione comune, si può fare l'atto penitenziale come nella Messa.

INNO
Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
veglia sul nostro riposo
con amore di Padre.

Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.

Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba
intoni la tua lode.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

oppure:

Gesù, luce da luce,
sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.

In te, santo Signore,
noi cerchiamo il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.

Se i nostri occhi si chiudono,
veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.

Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.

A te sia gloria, o Cristo,
nato da Maria vergine,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

SALMODIA
Nelle solennità si dicono i salmi della domenica rispettivamente ai primi e secondi Vespri.
I salmi per tutti i giorni con le antifone proprie si trovano nel salterio. E' però consentito recitare sempre l'una o l'altra Compieta domenicale.

LETTURA BREVE
Segue la lettura breve riportata ogni giorno a suo luogo nel salterio.

RESPONSORIO BREVE
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
V. Dio di verità, tu mi hai redento:
* nelle tue mani affido il mio spirito,
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

 


Invece del responsorio breve il Giovedì santo si dice:
(Ant.)
Cristo per noi si è fatto obbediente
fino alla morte.

Il Venerdì santo:
(Ant.)
Cristo per noi si è fatto obbediente
fino alla morte e alla morte in croce.

Il Sabato santo:
(Ant.)
Cristo per noi si è fatto obbediente
fino alla morte e alla morte in croce.
Per questo Dio lo ha innalzato
e gli ha dato il nome, sopra ogni altro nome.

Il giorno di Pasqua e durante l'Ottava si dice:
(Ant.)
Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia:
rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.

Nel Tempo di Pasqua:
R.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.* Alleluia, alleluia.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Alleluia, alleluia.
V. Dio di verità, tu mi hai redento,
*Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Alleluia,
alleluia.


 

(Ant.) Nella veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace
(T. P. alleluia).

CANTICO DI SIMEONE Lc 2,29-32
Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.*
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen

(Ant.) Nella veglia salvaci Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace
( T.P. alleluia).

ORAZIONE
Dopo i primi Vespri delle domeniche e durante l'ottava di Pasqua:
Veglia su di noi in questa notte, o Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

Dopo i secondi vespri delle domeniche e durante l'ottava di Pasqua:
Salga a te, o Padre, la nostra preghiera al termine di questo giorno memoriale della risurrezione del Signore: la tua grazia ci conceda di riposare in pace sicuri da ogni male, e di risvegliarci nella gioia, per cantare la tua lode. Per Cristo nostro Signore.

Nelle solennità e nel Triduo pasquale:
Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore.

Lunedì:
Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa' che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo nostro Signore.

Martedì:
Illumina questa notte, o Signore perché dopo un sonno tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

Mercoledì:
Signore Gesù Cristo mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa' che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Giovedì:
Signore Dio nostro, donaci un sonno tranquillo, perché ristorati dalle fatiche del giorno, ci dedichiamo corpo e anima al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore.

Venerdì:
Donaci o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Segue, anche nella recita individuale, la benedizione:

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.
R Amen.

Si conclude con una delle antifone della beata Vergine Maria riportate qui di seguito.


 

ANTIFONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

O Santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo
che anela a risorgere.
Tu che accogliendo il saluto dell'angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il tuo Creatore,
madre sempre vergine,
pietà di noi peccatori.

Oppure:

Ave, regina dei cieli,
ave, signora degli angeli;
porta e radice di salvezza,
rechi nel mondo la luce.
Godi, Vergine gloriosa, bella fra tutte le donne;
salve, o tutta santa,
prega per noi Cristo Signore.

Oppure:

Salve, Regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Oppure:

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Oppure:

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
o santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o vergine gloriosa e benedetta.

Nel Tempo di Pasqua:
Regina dei cieli, rallegrati, alleluia:
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.